SETTIMA GIORNATA
…..“ Così, mi è venuta questa idea. Dopotutto dobbiamo festeggiare i nostri venticinque anni di matrimonio, no? Una cenetta, noi due soli soli, per fare dei piani per una gran festa in famiglia? Che ne dici? Una cosa così. Tecnicamente sarebbero le nozze d’argento. Quindi ci faremo anche un regalino adeguato”.
Luca trattenne il respiro. Qualcosa gli diceva che le parole di Elena, un tantino sdolcinate e dunque molto insolite per una dura come lei, fossero una trappola.
“ Una cenetta, dici. Mmmh”.
“ Una cenetta. Pesce, direi. Magari in Triennale. Con quel bello skyline…”
“ E quando?”
“ Non so, fai tu. Vedi tu quando non sei troppo stanco. Riprendono gli appelli adesso, no?”
Che non trovasse scuse. Alla ripresa degli appelli autunnali, la metteva sempre giù dura.
“ Tipo…venerdì? ” fece lui, cauto.
“ Perfetto. Ho una riunione verso le sei, ma non è necessario che mi cambi. Ci troviamo lì alle otto. Penso io a prenotare”.
Sapeva quanto lui detestasse prenotare, come tutti i maschi noiosi.
Elena allontanò il cellulare dall’orecchio, che era rosso per la durata della conversazione ma anche per la vergogna, considerando quello che aveva in mente di fare.
Luca stava tentando di slacciare il nodo della cintura verde della tuta di karate di Tommaso.
“ Se lasciassi fare a me, nonno?” propose lui.
“ Ho mollato in fretta l’ultima lezione per venirti a prendere e slacciarti almeno la cintura”.
“ Ma tu sei presbite. Lascia fare a me”.
Luca si arrese fin troppo facilmente, a parer di Tommaso. Che s’insospettì immediatamente.
“ Cosa c‘è?” chiese lui sciogliendo in un nanosecondo il nodo, “ Sei strano. Cosa ha detto la nonna?”
“ Mi ha invitato a cena”.
“ Ed è così terribile?”
“ Non lo sarebbe se, sai… se non avessi la coda di paglia”.
“ Non so cosa vuol dire”.
“ Una specie di coscienza sporca”.
“ Perché, di preciso?”
“ Perché c’è una ragazza che mi piace e la nonna crede che… ”
“ Ho capito. Che abbiate fatto sesso”.
“ Ma che diavolo dici? Ma come cazzo parli?”
“ Nonno ”.
“ Sì. Scusa amore ”.
“ Ma è vero?”
“ Pensa tu. Sia detto fra uomini, qualche errore l’ho compiuto nel corso di venticinque anni. Insomma… sono stato costretto, capisci? No. Non puoi. Capirai quando avrai… fammi pensare. Sedici anni ”.
“ Tu hai cominciato a sedici?! Anche papà. Ho sentito che lo diceva alla mamma ”.
“ Per forza. Sei nato tu. Papà è sempre stato un irresponsabile. Per fortuna che tu sei venuto fuori così bene. Ma erano due ragazzi ti dico. Due bambocci…. Comunque, te lo giuro, “ disse, incrociando le dita sulle labbra e osservando suo nipote che si sfilava la tuta e si rivestiva alla velocità del fulmine, “ Te lo giuro, fra questa ragazza e me non c’è assolutamente nulla. È la prima volta nella mia vita che ho detto di no a una donna”.
Tommaso sospirò. Che onore, avere le confidenze del nonno. Papà, mamma e nonna sarebbero morti d’invidia.
“ Beh” , disse, “ Allora tutto a posto, no? Se sei pulito, non c‘è problema”.
“ Dici?”
“ Certo. Vai pure tranquillo alla Triennale a mangiare pesce”.
“ Ok. Ci vado. Ma tua nonna, sai, non ci crederà mai”.
..continua
Clara dice
Visto che ti seguo?
Adesso devo ricordarmi di leggere il seguito….ma questa è un’ altra storia
paola foti dice
non sarà poi una cosa così difficile. quante amiche intime scrittrici hai?