Seconda giornata
…Effettivamente tornava di rado alla memoria di Elena di essere stata la prima o fra le prime vittime del signor professore. Allora lui aveva appena ottenuto la cattedra ed Elena era quasi al termine dei suoi studi. Luca possedeva l’insondabile virtù di sedurre la gente. Uomini e donne, senza distinzione. E per questo straordinario risultato, non faceva proprio nulla. Era come se avesse un gene speciale a causa del quale le cose e le persone gli cadessero sul piatto senza che dovesse fare alcunché per ottenerle.
Il mistero del fascino. Profondo e imperscrutabile. E non era neppure un narcisista che se ne vantasse pubblicamente o segretamente fra sé. No. Gli bastava guardare qualcuno per un istante in più del normale perché costui o costei restasse ammaliato. Una specie di Elena di Troia. Fu così che la solerte studentessa guardò il giovane professore e fra loro qualcuno o qualcosa accese una miccia così corta che di lì a poco avrebbe dato luogo all’esplosione. Elena ne rimase rapita alla velocità del fulmine e Luca sentì che in lei avrebbe trovato l’altra metà di se stesso. E forse anche di più. L’androgino tanto sospirato da Platone si era ricomposto. Tre mesi dopo Elena era incinta.
“ Non ci pensare neppure”, intimò lui quando lei dichiarò di non volere essere madre.
“ Non abbiamo soldi”.
“ Li avremo”.
“ Il figlio, lo faccio IO. Tu non hai fatto proprio niente di più che una minuscola azione idraulica. Quindi, sono io a decidere!”
“ Il figlio è NOSTRO. L’equilibrio dei compiti successivi compenserà la tua fatica iniziale”.
Perché quello di Luca non era solo fascino fisico, magnetico ed irresistibile, era anche fascino intellettuale, con una logica stringente. Oltre che amore e passione e desiderio, Luca aveva un’inflessibile capacità di convincimento. Un seduttore inattaccabile da qualsiasi lato. Così Marco era rimasto nell’utero di Elena, che era andata a discutere la tesi col pancione.
Poiché girava voce che il tal pancione fosse opera del giovane professore, tutti i presenti alla discussione di tesi furono oltremodo indulgenti, cosa che Elena non perdonò mai a Luca.
“ Mi sarei presa la lode lo stesso, razza di stronzo”.
“ Chi lo nega”.
“ E’ per quel modo speciale con cui mi fissi. Come per dire << E’ tutto merito mio>>”.
“ Lo stai sognando. Sono gli ormoni impazziti”.
Quasi immediatamente Elena – poiché quelli erano tempi civili- venne assunta in una prestigiosa multinazionale, sebbene firmando una clausola che la obbligava ad essere in azienda il mese successivo, cosa che avvenne puntualmente. Era una vita che Marco pensava “ Tu non mi volevi e tu non ti sei occupata un solo giorno di me. Mi hanno cresciuto le nonne”.
Le nonne in questione erano in realtà un team di TRE nonne, causate dal fatto che Luca era figlio di divorziati e aveva perciò due mamme, poiché suo padre si era risposato alla velocità del fulmine, come è costume degli uomini soli.
Nessuna delle nonne sarebbe potuta andare più d’accordo al mondo con le altre due. Con una tenerezza infinita e una dolcezza senza pari si sedettero al tavolo, stilarono una lista di turni e di ruoli, cui non vennero mai meno. Nel frattempo i genitori facevano carriera e nei week-end si coccolavano il pargolo, cercando di fargli dimenticare che al mondo esistessero solo le tre nonne.
Nessuno fu più coccolato-accudito-ricoperto d’amore- vezzeggiato di Marco, che infatti venne su malissimo. Carico di rancore verso tutti, perennemente insoddisfatto di tutto, convinto di essere perseguitato dalla sfortuna, pronto a incolpare il mondo intero della sua infelicità. Elena e Luca fecero indagini familiari retroattive e convennero che Marco potesse avere preso soltanto da uno zio materno, noto per essere un rompicoglioni depresso e sempre pronto a fare credere alla famiglia di essere con un piede nella fossa. Non c’erano altri parenti somiglianti, per cui quando Marco ne faceva qualcuna delle sue, Elena e Luca si guardavano e con un sorrisetto complice pensavano all’unisono allo zio Bernardo.
Per fortuna poi era nata la più dolce e arrendevole delle bambine, subito accaparrata dalle tre nonne, cui venne messo il nome di Giulia.
Pochi mesi dopo, Luca compì la sua prima trasgressione. E non era affatto colpa sua. Una studentessa lo aveva aspettato al varco e lo aveva praticamente violentato.
Tommaso scosse la testa con aria molto seria. “No, nonna, non mi mettere nei guai! Lo sai che la mamma non vuole che venga in moto con te. Per andare a Genova, poi. Non mi mettere nei guai per un po’ di focaccia!”
…continua…
Lascia un commento