Senza ombra di dubbio, le due serie più avvincenti della stagione Sky sono state “ Il miracolo” e “Billions”. Difficile dire quale dei due abbia vinto la competizione.
Perché nel primo, Niccolò Ammaniti, autore e regista, sappiamo bene quello che ha in testa: in ogni sua opera l’intento è quello di sbatterci in faccia l’assoluta e crudele malvagità dell’animo umano. Il Male allo stato puro.
Qui si narra la storia molto attuale di un incredibile evento, di cui il capo dei Servizi Segreti italiani mette al corrente il premier. È stata trovata nella casa di un boss mafioso una Madonna che lacrima sangue. Portata in luogo sicuro e segretissimo, ne sono stati già raccolti bidoni. Analizzate da biologi ogni possibile caratteristica si è concluso che si tratta di sangue umano. Che farne? Il premier, non è che se la cavi tanto bene. È in attesa del risultato di un referendum che gli darà o gli toglierà definitivamente il potere, ha una moglie un po’ troietta e molto accanita contro di lui, due bambini che daranno le loro belle gatte da pelare.
Il soggetto è trascinante, c’è un prete peccatore, ci sono retroscena malavitosi pesanti, un incessante scontro di ipocrisie, attori strepitosi, un tantino di horror, faccenduole della Chiesa che non farebbero piacere a Bergoglio, cattiverie ed efferatezze a gogò. La serie ti prende alla gola, sei lì e t’immagini che tutto ciò che sai di politica in realtà è proprio un estenuante intrigo di paradossali intrighi di cui, se ci va bene, conosciamo solo la classica punta dell’iceberg. Insomma un piccolo capolavoro che si conclude molto drammaticamente e che poteva solo uscire dalla penna di Ammaniti.
D’altro canto, non è che l’animo umano sia più delicato, al di là dell’oceano. Billions è molto articolato nella sua trama.
Il determinato procuratore Chuck Rhoades ( Paul Giamatti) s’interessa dell’enorme giro di affari del magnate dei fondi speculativi Bobbi “Axe” Axelrod (Damian Lewis) ed è intenzionato a incastrarlo. Inizia un pericoloso gioco al gatto e al topo, tra insidie e informazioni riservate. La posizione di Rhoades è complicata da un conflitto d’interessi: la presenza della sua affascinante moglie Wendy come psicologa nella squadra di Axe.
Bisogna dire che ogni parola che esce dalla bocca di Wendy meriterebbe di essere messa a verbale in un trattato di psicologia. Le tre stagioni sono un incalzare incessante di colpi di scena e la posizione di Wendy, sincera amica di Axe, in un rapporto venato segretamente di amore, la mette in perenne disagio perché è d’altro canto profondamente legata al marito, che stima moltissimo e con quale si permette anche delle seratine sadomaso piuttosto inquietanti.
Insomma un vero conflitto, che si ammanta di politica, finanza, affari loschi, tiri mancini. Il gioco si fa duro di scena in scena. E chi, come me, è incapace d’immaginare cosa si nasconda dietro le pieghe della finanza potrà imparare molte cose.
Bene. Quale avete preferito? Quale voto dareste a ciascuna delle due serie? A ciascuno dei protagonisti eccelsi come pochi altri? Sono in attesa del vostro giudizio su questo scontro di titani.
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