E’ stato quasi obbligatorio fare una sosta tipo gatto Silvestro, piantare il tallone nelle mattonelle della cucina e guardarsi attorno alla ricerca del diabolico Titti. Perché la ricchezza delle cose che andavo ascoltando dai maggiori nomi dell’intellighentia nazionale e internazionale non doveva andare sprecata. Così mi piace pensare che ci siano dei libri che possano particolarmente interessarvi e dei quali voglio parlarvi a fondo.
Per esempio il ritorno in libreria della ottantaduenne Dacia Maraini, tra le nostre più grandi scrittrici: ha consegnato al suo storico editore Rizzoli un romanzo breve, intenso e delicato, ambientato nella Sicilia di Marianna Ucrìa, che narra di un’amicizia al femminile più forte dell’amore. Si intitola “Tra noi” ed ha per sottotitolo “Storia di due amiche, un uomo e la peste a Messina”. “Tra noi” è ambientato nella Sicilia del 1743. Mentre l’isola è flagellata dalla peste, Agata e Annuzza tengono viva la loro amicizia a distanza, in punta di penna. Si conoscono da quando, ancora bambine, in convento hanno imparato l’arte del ricamo. Una ricca e l’altra povera, unite dalla passione comune per i libri – merce rara all’epoca e poco adatta all’educazione femminile – ora sono due donne.
Ma l’amicizia di Agata e Annuzza è più forte dell’amore, che Dacia Maraini narra in un racconto che fa riassaporare le atmosfere siciliane settecentesche del romanzo bestseller “La lunga vita di Marianna Ucrìa” (1990). Cento pagine commosse dalla prima all’ultima, che s’intuisce possano essere state vissute in prima persona, e trasferite di quattro secoli indietro con grande facilità, data l’universalità dell’amore.
Dopo di lei è intervenuto in un appassionante dibattito Salman Rusdie: il prossimo romanzo dello scrittore angloindiano sarà ispirato al capolavoro “Don Chisciotte della Mancia” (1605) dello scrittore spagnolo Miguel de Cervantes, ma in realtà ha un’interfaccia: è un pretesto, neppure troppo velato per una denuncia della società americana contemporanea sull’orlo di un collasso morale e spirituale. Malgrado non sia ancora in commercio, il romanzo è stato letto dalla giuria del Booker Prize, che lo hanno già inserito tra i candidati al maggior premio per la letteratura inglese. Con quell’espressione furbissima che gli è tipica, Salman sottolinea il labile confine tra realtà e finzione e ammette, senza troppo giri di parole, che qui Quichotte è lui e che gli amici lo sfottono sempre per il suo pervicace ottimismo. Il che detto da uno che ha subito quello che ha subito, in una vita circoscritta dal filo spinato delle minacce di morte degli integralisti, per i suoi Versi Satanici o ancora più sconvolgente I figli della Mezzanotte, è un bell’esempio di attaccamento tenace e invincibile all’esistenza.
E cambiando completamente registro, facciamo un salto epocale con la nostra Lill i Gruber che anche stavolta non ha peli sulla lingua. Stretta nel suo immancabile e fascinosissimo Armani, dichiara “ Pace a tutti gli uomini di buona volontà, ma guerra agli altri. Perché ne abbiamo abbastanza. Aggressioni scioviniste sul web, risse, stupri, omicidi. L’invisibilità delle donne, escluse dai ruoli decisionali. In una parola: il machismo al potere. Da troppo tempo siamo governati dall’internazionale del testosterone: Trump, Putin, Xi Jinping, Bolsonaro, Erdogˇan, Johnson… Risultato: un’emergenza migratoria non gestita, una crisi economica infinita, un pianeta in fiamme. E un clima di arroganza e di odio che favorisce il diffondersi del populismo e mina le istituzioni democratiche.
Quindi, risparmiateci altri aspiranti autocrati con più panza che sostanza e dateci più ragazze” . E giù una lista doc: sportive grintose come Milena Bartolini, attiviste determinate come Greta Thunberg, politiche autorevoli come Ursula von der Leyen e Christine Lagarde e, oltreoceano, Nancy Pelosi. “ Ci riterremo soddisfatte quando avremo raggiunto i giusti obiettivi: equal pay e un 50 per cento nei consigli di amministrazione, nei parlamenti, nei governi”. È il messaggio di Lilli Gruber, che in questo libro fa parlare i fatti: dati, storie e personaggi. Scrive un vero e proprio reportage dal fronte della battaglia per il potere femminile. Filtra racconti e analisi attraverso la propria esperienza professionale. Delinea per le donne una strategia precisa: puntare sulle competenze, farsi valere e studiare, sempre. E chiama a raccolta anche gli uomini: perché solo cambiando insieme le regole ci potremo salvare. Al centro dell’emergenza che stiamo vivendo spicca un grande vuoto: le competenze femminili. In Italia non ci sono donne al centro della scena, così come ci sono poche donne nelle stanze dei bottoni. Cosa rischiamo di perdere, cosa abbiamo già perso? Prendendo spunto dal suo libro “Basta!” Lilli Gruber racconta il fronte aperto della battaglia femminile per la visibilità.
Mentre Nadia Fusini, traduttrice storica di Virginia Wolf, ci fa entrare nelle sue case, stanze, giardini e solitudini ma anche nei suoi incontri d’amore, ripercorrendo gli anni in cui ha lavorato per Cambridge Analytica, Brittany Kaiser rivela le spregiudicate pratiche di come l’industria dei big data influenza e manipola le persone e ha cambiato per sempre la politica.Nel suo “La dittatura dei dati” (Harper Collins) Kaiser lancia un appello a rafforzare il nostro spirito critico, a riprendere il controllo delle informazioni che scegliamo di condividere e a proteggere il nostro futuro.
E come ciliegina sulla torta lascio il posto a Anita Raja/alias Elena Ferrante, che ha fatto un intervento di altissimo livello culturale, raccontando tutte le difficoltà e le sottigliezze della traduzione di Christa Woolf, Ingeborg Bachman, Brecht, Bruchner. Sono state due ore di autentico godimento spirituale, mentre mi sentivo suggestionata dall’idea che quella donna dalla cultura cosi alta e dalla vastità immensa del suo sapere avesse trovato anche il tempo per inventare Lila e Lenù.
Come ha scritto su Instagram una delle librerie che ha dedicato al SALTOEXTRA la sua vetrina: «Strano no? Il Salone non doveva esserci e invece è ovunque». Quest’anno vive tutto negli schermi dei tantissimi lettori che ci stanno seguendo in diretta, ma le voci e i volti degli autori e delle autrici che hanno raccolto il nostro invito risuonano anche in moltissime librerie che, in tutta Italia, hanno voluto aderire a #SalToinLibreria.
È grazie al loro lavoro, quotidiano ed eroico, se la comunità dei lettori non si è dispersa, nemmeno in un periodo così complicato.
E stasera, domenica 17 maggio, a partire dalle 18:00 e fino alle 23:00, il Salone Extra diventerà una vera e propria maratona, condotta da Nicola Lagioia, Marco Pautasso e Claudia Durastanti, con contributi live in presenza e video-messaggi trasmessi in streaming. Quindi ci risentiamo domani per l’ultima fedelissima cronaca.
Clara dice
Ciao, grazie della cronaca dell’ avvenimento. Ne ho seguito un po’, ho ascoltato un po’, ne leggero’ un po’.
A te non ” un po’” ,ma abbondanti saluti