È molto ampia la gamma dei motivi per i quali si predilige un libro piuttosto che un altro: per esempio la trama, lo stile, il divertimento, la curiosità, l’interesse. Io, ultimamente, apprezzo molto i libri che m’insegnano qualcosa che ancora non so, perché il desiderio di apprendere è sempre più grande. Nel caso di “ Manhattan Beach” di Jennifer Egan sono ancora stupita di quante cose mi abbia insegnato.
La Egan l’avevo scoperta otto anni fa con “Il tempo è un bastardo”. Era un premio Pulitzer e i Pulitzer non tradiscono mai. Successivamente aveva scritto “ Guardami” e “ La fortezza” che non mi erano piaciuti molto, ma oggi, leggendo il soggetto del nuovo libro ho capito che rientrava sotto la categoria “interesse”.
Non sono molti libri che parlano dei tempi di guerra in America, anzi sono molti quelli che li liquidano in fretta dicendo che loro erano oltreoceano mentre la guerra vera era qui da noi. Invece sono successe molte cose anche lì, ma soprattutto la storia di Anna Kerrigan, prima donna palombaro che lavorava nei segreti recessi dei cantieri navali che sfornavano, una via l’altra, l’immensa flotta da guerra degli Usa suscita il nostro stupore.
C’era chi con una tuta dal peso di novanta chili, si arrampicava sott’acqua sulle eliche guaste e ne saldava i pezzi. Una di questi era Anna, racconta la Egan, che ha sempre scelto soggetti originali. Anna era anche la figlia di un gangster, in un’epoca in cui i gangster erano veri signori e i veri signori erano gangster. Un amore sconfinato legava la figlia al padre, che la voleva sempre con sé e se la portava dietro in certi suoi affari non proprio limpidi, di cui Anna però ignorava il vero significato.
Incontriamo Anna da bambina e la seguiamo nella sua crescita in una famiglia davvero singolare, mentre cerca di affermarsi in una società così maschilista che oggi a leggere certe cose ci si rizzano i capelli in testa chiedendoci come potessero le donne degli Anni Quaranta essere così sottomesse.
Avendo sempre sognato di farlo, Anna dribbla un numero indicibile di ostacoli e di personaggi ostili ma finalmente realizza il suo desiderio e riesce ad andare sotto acqua in quel l’infinito cantiere dove si costruivano e si riparavano navi. Nel frattempo cominciamo a intuire cosa ci sia di nascosto nella vita del padre. Che ad un certo momento scompare, lasciando la sua debole famiglia nell’angoscia. Ed è proprio per cercarne le tracce che Anna s’imbarcherà in missioni pericolose, che tengono col fiato in sospeso.
Nel libro giganteggiano due figure maschili: Eddie, il padre di Anna, di cui scopriremo poco alla volta mirabilia e Dexter, suo socio in affari che, una volta cresciuta, Anna amerà appassionatamente. Le intricate vicende che partono dalla scomparsa del padre per arrivare alla relazione incandescente di Anna sono molto difficili da sintetizzare, ma lo stile limpido e alto di Jennifer Egan ci permette di stare sempre in tensione, incapaci di prevedere ciò che avviene man mano che la trama svolge. Per cui non ve le racconto per non fare torto all’autrice, ma vi assicuro che l’atmosfera del libro è davvero speciale e soprattutto sconosciuta per la maggior parte di noi. Anche all’interno dei suoi confini l’America ha vissuto tempi bui e le molte vittime che hanno dato la vita per sconfiggere il nazismo sono soltanto l’aspetto più appariscente dei sacrifici fatti dagli Usa.
Jennifer Egan, classe ’62, ha vissuto tra Chicago e San Francisco in un periodo quanto mai movimentato dalle droghe e dalla controcultura, per molto tempo legata al giovane Steve Jobs, ma altrettanto ha vissuto in Europa, impregnandosi della sua cultura. Tutti i libri che ha scritto nascono da esperienze personali e lo si sente. Certo non ha fatto il palombaro, ma il suo racconto è basato sulle testimonianze della donna che lo è stata davvero e le ha raccontato la sua vita.
Muovendosi con abile destrezza tra locali notturni e retroscena militari che ci erano del tutto ignoti, Anna entra in quella nutrita pattuglia di donne che sostituivano gli uomini al fronte. La serie di avventure che ne scaturiscono rende il romanzo molto avvincente e estremamente interessante. Una lettura per l’estate che non dimenticherete facilmente. Un’autrice da tenere d’occhio.
Sarah Susanna dice
Una bella recensione si misura dalla voglia che ti prende di leggere il libro consigliato e questo mi stuzzica per il suo intreccio di contesti insoliti .
Grazie Paola