“ Guarda” , sussurrò con tono estatico Julia, posando il depliant sulla tovaglia, ben vicino alla fruttiera. Sapeva che David non amasse interferenze di nessun tipo durante la cena. Quanto ai ragazzini, parlavano solo se papà faceva un cenno invogliante. David non guardò.
“ Che ti prende? “ chiese, dopo che ebbe concluso una delle sue cinquanta masticate per boccone, secondo quanto insegnava un celebre guru, a proposito di una sana digestione. Guardò Morris e Francis con aria severa, come dire “ Quello che ha appena fatto la mamma non si fa” . Ma anche loro masticavano, come prescritto dal padre.
Ma Julia era determinata a non farsi chiudere la bocca. Sapeva che al termine della cena ci sarebbe stata l’inesorabile partita su Sky e quindi i tempi erano strettissimi.
“ Tecnologia di ultima generazione. Un robot che tosa il prato tutto da solo. Un tosaerba completamente automatico, in grado di tosare settantacinque metri quadri in un’ora”, disse d’un fiato, dato che aveva imparato a memoria il depliant. Ma la voce le si affievoliva poco alla volta mentre parlava e per questo si odiava. Non aveva paura di suo marito, ma in presenza dei figli era come se scattasse una santa alleanza che la escludeva automaticamente, lei donna e fragile di salute. Lei donna e poco colta. Lei donna. Quanto poi alla tecnologia, neppure avrebbe saputo infilare due parole in croce. Ma quel depliant l’aveva sedotta irresistibilmente.
David la fissò sospettoso. Poi bevve il suo bicchiere di Evian sino all’ultima goccia. I ragazzi lo imitarono, quasi fossero cloni. Per loro il padre era qualcosa di mitico, di esemplare, di unico. E allora lo studiavano di continuo, per carpire il segreto della sua sicurezza, della sua sapienza, della sua onniscienza. Specie Morris, che dei due era il maggiore. Anche David guardava Morris con compiacimento, come se avesse messo al mondo un campione.
“ Francis si farà “, usava dire. Come se non fosse già fatto. E bellissimo anche, pensava sua madre che aveva un debole dichiarato per il secondogenito. Che in quel momento pendeva dalle sue labbra, dato che sapeva che ora la mamma avrebbe sparato anche la faccenda della playstation.
“ Vedo che ti sei documentata, cara “, osservò David, cominciando a pulirsi la bocca. Sbirciò se i ragazzi fossero abbastanza fermi da non poter dire che si stessero alzando da tavola senza avere il suo permesso.
“ Sapevo quanto lo desiderassi. Ti costa sempre così tanta fatica tosare il prato. Dopo tutto è un sogno antico quello di affidare ad efficienti robot i compiti più noiosi, no? Io sono al settimo cielo con quel meraviglioso multiuso che mi hai messo in cucina. Un grande risparmio di energia, che posso dedicare a mio marito e ai miei figli “.
David sorrise. “ E quanto costa questo prodigio, cara? E come aggira gli ostacoli? “ disse alzandosi da tavola.
Julia gonfiò il petto. Era preparatissima. “ Mille e trecento sterline. Supera dislivelli, pendenze ed ostacoli grazie a speciali sensori. L’aerea da tosare si delimita con un filo-antenna, che si interra. Inoltre non c’è bisogno di raccogliere l’erba perché viene ridotta in frazioni così minuscole che si trasforma automaticamente in fertilizzante naturale. Ed ovviamente è dotato di timer “.
“ Mamma “ , disse Francis. E lei lo guardò rassicurante. Era partita per la tangente e nessuno l’avrebbe più fermata.
“ Anche i ragazzi, sai, dovrebbero rinnovare la loro playstation. Cade a pezzi. E’ talmente educativa che penso sarebbe opportuno un giro al Mall per nuovi acquisti, tesoro. Dopotutto hai appena ricevuto quella cospicua gratifica”.
“ E’ una congiura, questa? “ chiese David lasciando correre intorno un’occhiata intrisa di benevolenza. Ridacchiò. “ Sì, è una congiura. Bene, dopotutto, hai ragione. Vi avevo promesso un dono speciale. Sabato si va al Mall “.
Furono giorni di ansia generale, nel timore che David scambiasse idea, ma tutto andò alla grande. La settimana successiva la famiglia Graham era dotata di un nuovo tagliaerba a batterie ricaricabili e di due nuove playstation.
I ragazzi sparirono per ore nella loro stanza, facendo cinquecento pressioni al minuto dopo essere entrati nell’arena virtuale con fucili mitragliatori, bombe a mano e laser. Colpivano veloci e precisi, mano destra sul mouse, sinistra sulla tastiera. Nervi d’acciaio ci volevano, soleva dire papà. Davanti a quella console i suoi figli gli parevano dei gladiatori, liquidavano i nemici e impostavano strategie in una frazione di secondo. Presto sarebbero stati in grado di partecipare al Louvre o a Los Angeles al campionato mondiale di videogame con un montepremi in palio di 300.000 dollari. Per loro “Proevolution Soccer4” , “Counter Strike”, “Warcraft3” “ Quake3” o “ Call of duty”- tanto per citare solo i più noti- era cose da neonati. Secondo gli esperti non erano giochi, ma sport veri e propri, con allenamenti impegnativi. David era molto orgoglioso dei suoi ragazzi.
Il prato era una meraviglia. Un velluto profumato, che faceva invidia ai vicini, che si fermavano per ore ad ammirare quella prodigiosa macchina che avanzava inesorabile sull’erba e sculettava al momento giusto, nelle sue linee essenziali ma ammorbidite, un vero urlo, secondo Julia che non si stancava di ammirarlo dalla finestra della cucina, mentre il suo robot gastronomico tritava, sbatteva, frullava, sminuzzava, impastava e cuoceva tutto da solo. Era una gioia per gli occhi la sua creatività: Julia si limitava ad impostare la funzione e ne usciva un pasto completo. Dalla stanza dei ragazzi giungevano suoni attutiti di battaglie e carneficine totali da parte di Conker lo scoiattolo più impertinente con un nuovissimo sparatutto che era mirato alla soluzione finale dei malvagi orsacchiotti. I ragazzi talvolta mandavano un urlo terrificante. Che felicità, pensò Julia. Era come avere il mondo a disposizione e dominarlo con pochissima fatica. Lei era sempre stata una donna senza ambizioni, ed anzi, nonostante quel marito così meticoloso e pedante, non era mai stata in grado di provare un briciolo d’infelicità. Tuttavia adesso, in quella casa perfetta ed automatizzata, dove l’antifurto era temporizzato, dove lo stereo e la doccia ti parlavano, dove il forno lampeggiava ammiccante e il letto danzava sull’acqua – suo marito David per la verità a letto era un tantino morboso- lei si poteva dire felice, assolutamente felice.
I primi segni della rivolta dei robot si manifestarono al finire dell’estate, quando la famiglia Graham, che si definiva amante della natura, ritornò distrutta da una vacanza ecologica in tenda lungo un fiume, che aveva risalito sino alla sorgente. Un massacro, sussurrava talvolta David nell’intimità della loro tenda, e Julia rispondeva che presto sarebbero tornati alla loro bella casa e che finalmente sul viso dei ragazzi sarebbe tornato il sorriso, scomparso quasi contemporaneamente alla separazione dalla loro playstation.
Fu Morris, il primo ad accorgersi che qualcosa di strano era successo. Come se qualcuno fosse entrato in casa.
“ Vieni a vedere papà. Ci sono briciole di pane e gusci di nocciole sotto il mio letto. E anche una scatoletta di carne vuota. Una confezione anteguerra”.
David si rabbuiò. Controllò bene ogni angolo di casa e dedusse che probabilmente qualche drogato aveva trovato rifugio in casa sua. Prese il fucile dal sostegno alto dell’anticamera e girò nel giardino a lungo, dopo avere acceso tutte le luci. Che vedessero. Che sapessero. Se a qualcuno fosse tornata la voglia di fare scherzi di cattivo gusto, ora ci sarebbe stato lui ad aspettarli con quei pallettoni.
Ma non erano drogati di passaggio. Dovevano essere abitanti della casa, disse qualche sera dopo Francis. Aveva trovato uno sperone, che somigliava tanto a quelli dei Cavalieri dello Zodiaco, il suo game preferito.
“ Ragazzi, qui c’è poco da scherzare. Guardate che sono di pessimo umore “ , disse David, che aveva lo stomaco distrutto da tutte quelle trote e quei peperoni alla brace che aveva fatto sul barbeçue lungo le rive di quel dannato fiume. Quanto gli sembrava delizioso il pudding di stasera. Esigeva che nessuno glielo rovinasse.
Poi accadde che durante la notte le luci della casa e del giardino si accendessero per conto loro. Come se il timer avesse tradito. Si accendevano e si spegnevano come se fossero segnali Morse. La famiglia Graham osservava rapita e smarrita, mentre David faceva gesti rassicuranti, sbirciando il fucile che però non tolse dal sostegno sul muro. E poi il tagliaerba entrò e tosò TUTTI i tappeti, danzando aritmicamente davanti ai loro occhi, impietriti perché affascinati da tanta sfrontatezza.
“ Fermalo!! “ gridò Julia sbigottita. I SUOI bellissimi tappeti. Il tagliaerba parve emettere una risata di scherno e si avviò rapido verso gli scalini che superò in un balzo, scomparendo in fondo al prato. David crollò a sedere sul divano, i ragazzi si sbirciavano ridacchiando per la paura, Julia era cerea.
“ Il TUO maledetto taglierba!! “ , urlò David per sfogarsi. Più nessuno dormì quella notte e nessuno l’indomani, né in ufficio né a scuola né al supermarket osò parlare di quanto era successo quella notte. Se ne vergognavano troppo. Ma forse avrebbero fatto bene, perché anche nelle altre case stava cominciando la rivolta dei robot. Di tutti quegli oggetti che avevano nella pancia un chip. Il trionfo dell’elettronica si stava trasformando in un incubo.
Il giorno successivo cominciò in sordina. Tutto sembrava funzionare alla perfezione. David controllò il timer delle luci, degli antifurti, dello stereo e dell’impianto idrico esterno. Tutto sembrava mite e mansueto. I loro “animali” robotici erano degli agnellini, al loro servizio. Pronti all’ubbidienza.
Quando la famiglia uscì, nessuno pensò di controllare la console in camera dei ragazzi, dalla quale emanava un leggerissimo sibilo. E fecero male, perché quando tornarono a casa- troppo tardi a dire la verità- ormai la casa era invasa dagli occupanti stranieri. Erano stati proprio tutti loro, i personaggi più celebri della playstation, da Tekken il picchiaduro con tre nuovi lottatori che conoscevano mosse e “combo” poderose ed invincibili, al luogotenente americano William Holt scatenato contro i nazisti che stavano per creare la bomba atomica, probabilmente il consumatore della scatoletta di carne anteguerra. E poi l’iniziale brusio era diventato frastuono, con l’arrivo dei Cavalieri dello Zodiaco, ma soprattutto grazie al terribile Conker lo scoiattolo sparatutto, col suo potente arsenale di distruzione. Erano stati loro, che aveva messo in funzione il robot della cucina, infilandovi dentro tutto quello che avevano trovato nel frigo, ma senza chiuderne il coperchio. Il robot funzionò per ore triturando tutto ciò che gli si incuneava e distribuendo sotto forma di poltiglia sulle pareti della cucina ogni sorta di alimento surgelato e non. Infine il tosaerba, a capo di una squadriglia di sveglie digitali, rasoi elettrici, telecomandi, registratori piccoli e grandi, coltelli elettrici, macinacaffè e tritarifiuti si sparpagliò per la casa distruggendo tutto quello che incontravano sul loro cammino. Non fecero troppo rumore, questo sì. Ma d’altronde i loro vicini non correvano meno pericoli.
Se Atene piangeva, Sparta non rideva. La rivolta dei robot, che giustamente si chiedevano che bisogno avessero degli uomini dal momento che facevano tutto loro, stava distruggendo tutto ciò che l’uomo poco alla volta si era messo tanto orgogliosamente in casa. Durò poche ore, ma bastò e fu un segno inequivocabile.
Nessuno parlò di quello che era successo nella loro casa, bella o brutta che fosse. Ma tutti stettero in guardia. Aspettarono la prossima mossa. Qualcuno andò a vivere in campagna, fra mucche e galline. Qualcuno usò la mezzaluna per tritare e la forchetta per frullare. Qualcuno ancora tolse la spina dell’antenna alla TV. Tutti tacquero. Nessuno sapeva cosa sarebbe successo, ma si prepararono a un inquietante futuro. Bill Gates, anche lui come tutti vittima dei propri robot, rimise un vendita una linea di prodotti molto antiquata. Il futuro si preparava al ritorno.
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