Prendete con beneficio d’inventario tutto ciò che sto per dirvi.
Se a voi tutte, presumibilmente attratte dalle Humanae Litterae, possa anche interessare un libro che fonde la tensione di un thriller con un testo di Fisica basato sulla ricerca della Formula di Dio, non lo so. Ma lo spero vivamente.
Infatti personalmente non ho mai smesso nel corso della vita di cercare-studiare- approfondire molti testi che mi fornissero lumi per far piazza pulita della mia debole fede, perché tutto sommato è così gradevole essere protetti! Però non sono mai riuscita attraverso questi autorevoli testi a restare convinta di ciò che dicevano. Confesso la mia colpa. E poi, proprio durante le vacanze di Natale mi capita per le mani un libro molto avvincente, che mi fornisce ciò che cercavo da una vita. Non ditelo al vostro amico parroco, ma in sostanza, scusate se è poco, si tratta della Formula di Dio.
Ripeto, prudenza. Non voglio urtare la Suscettibilità né la Fede di nessuno. Si tratta de “L’Enigma di Einstein”, scritto dal portoghese Josè Rodrigues Santos. Nell’introduzione l’autore ci garantisce che tutto ciò che è scritto è ineccepibile dal punto di vista scientifico e ciò nel corso del libro si dimostra vero. E lo si sente palpabilmente, almeno è quello che ho provato e che mi ha indotto a prendere una quantità di appunti.
Questo libro che non ha una traduzione eccelsa, mi ha profondamente segnata: badate bene, non è una passeggiata, perché affronta e intreccia una serie di tematiche che spaziano dalle indagini investigative alla cosmologia, dai sentimenti alla spiritualità.
Si prende le mosse all’inizio degli Anni Cinquanta, quando, subito dopo la dichiarazione dello Stato di Israele con la celebre risoluzione 181 dell’ONU, Ben Gurion si reca a Londra per incontrare Einstein, ignorando che gli intercettatori dell’Fbi e della Cia stiano registrando tutto. Cosicché le ambigue parole dei due inducono a far loro credere che lo statista abbia chiesto al celebre scienziato ebreo la formula di una bomba a basso costo, per aiutare Israele a difendersi dal massiccio attacco che gli Stati Arabi portarono al neonato Stato subito dopo la dichiarazione d’Indipendenza, nella sua sofferta e tribolata nascita.
Da questo momento si succedono avventurose peripezie, che vedono tale manoscritto arrivare ai giorni nostri in mano dell’Iran e l’assunzione di cripto-analista per decodificare il tedesco criptato con anagrammi inglesi usato dallo scienziato, che nessuno è mai riuscito a decifrare.
Con degli abili escamotages narrativi, Santos inserisce al momento giusto in bocche qualificate, delle precise e puntuali leggi di Fisica, che ci consentono nel loro dipanarsi sempre più attuale e dunque ricco di scoperte, di giungere a crearci la convinzione che stiamo per risolvere il più antico e cocente dilemma della vita.
Nel febbricitante incalzare della vicenda, il protagonista Tomas finisce nelle grinfie di una polizia di Teheran che non va troppo per il sottile, ne è salvato per mano della responsabile delle Scienze iraniana con una fuga precipitosa, trova in suo padre, grande matematico portoghese, altri preziosi dettagli, cerca infine in Tibet un monaco buddista che aveva studiato con Einstein a Princeton, ne riceve altre preziose informazioni e arriva alla decifrazione del complicato enigma e la grande sorpresa, – ve la dico perché qui la posta in gioco è ben altra che la risoluzione di un giallo – consiste nel fatto che Ben Gurion non aveva affatto chiesto a Einstein la formula di una bomba a basso costo, bensì quelle dell’esistenza di Dio.
Ho controllato su testi di Fisica e tutto sembra legittimo. Cosicché il più grande scienziato di tutti i tempi che con la sua teoria della relatività ha sconvolto la cosmologia, arriva a dimostrare che c’è una forte corrispondenza fra i testi biblici e tutti gli eventi del Creazione dell’Universo. Ai tempi di Einstein le conoscenze teoriche non erano quelle che abbiamo oggi: lui non credeva nel Dio di Abramo, cioè in una divinità antropomorfa, quanto piuttosto in una forza armonica universale. In questo manoscritto criptato si rivelò sconvolto dalle somiglianze fra le Sacre Scritture Bibliche, quelle Orientali, alcune verità cabalistiche e le più recenti scoperte della Fisica.
Insomma c’è di che restare parecchio scombussolati, perché la Fede non dovrebbe avere bisogno di dimostrazione scientifica, sennò che fede è. Ma poiché non sono tra i fortunati che la Provvidenza ha baciato, annaspo dovunque pur di trovare qualcosina che dia sollievo a uno spirito inquieto e troppo avido di Scienza. Adesso che vi ho messo in guardia dalle eventuali suggestioni di questa lettura, vedrete che vi divertirete parecchio. Ma vi raccomando, beneficio d’inventario.
Emanuela dice
Eh mi ha parecchio incuriosito la cosa…devo leggere il libro, poi proverò scrivere un commento! Grazie Paola