Ve lo dico subito, è un libro di 1094 pagine.
Per fortuna mi sono beccata una brutta bronchite e allora ne ho approfittato, arginando le premurose cure delle amiche, per mettermi in clandestinità e spararmi in vena il libro di Hanya Yanagihara “Una vita come tante”. D’ora in poi la chiamerò col solo nome, questa meravigliosa e paffuta donna quarantaquattrenne, nata nella Città degli Angeli, ma di origine hawaiana – ecco spiegato il perché di quel nome impronunciabile- per la quale ho maturato un forte moto d’affetto.
Questo libro è spesso come una Bibbia e come una Bibbia è in grado di narrare tutte le miserie e le nobiltà dell’essere umano. Ho detto “miserie e nobiltà”? Sono stata troppo blanda: la gamma è molto più vasta, si va dalla feroce e perversa e abbietta crudeltà alle vette più sublimi dell’amore. Si analizzano tutti i sentimenti più complessi e segreti dell’anima e si descrivono le vite di quattro ragazzi che si conoscono al college, seguendoli sino alla maturità.
Si sono trasferiti dal New England a NYCity, sostenuti solo dalla loro amicizia e dall’ambizione. Jb, scaltro e gentile, vuole fare l’artista, Willem l’attore, Malcom l’architetto e Jude l’avvocato. Ma non basta. Ruoli comprimari ma fondamentali hanno Harold, e Julia, professori dei ragazzi, e Andy, medico infaticabile di Jude. Sono molto importanti nella storia, in cui però il protagonista assoluto è Jude, “bello siccome un angelo”, da tutti amato e desiderato che, mai alleggerito dal suo terribile passato, coraggiosamente però diventa un avvocato molto celebre, spietato e imbattibile, ricco e temuto dagli avversari. Ci vorrà molto prima perché emerga – seppure da ogni lettore dolorosamente intuita, ma non sino al limite dell’incredibile verità- la vita pregressa di Jude, orfano finito in un orfanatrofio kafkiano, dove dovrà subire soprusi inenarrabili, di cui abbastanza presto indoviniamo la natura, ma di cui non avremmo saputo immaginare di quanta ferocia si colorissero.
L’infanzia violata è il peggiore dei crimini, ma spesso s’ignora che è proprio la vittima a soffrire di strazianti sensi di colpa, di sfiducia verso le persone che lo amano e di autolesionismo. Fratture traumatiche indelebili. Il suo corpo bellissimo è distrutto per sempre e spesso in tribunale ci arriva con l’odiata carrozzella. E neppure l’amicizia e l’amore immenso di Willem gli permetterà di sentirsi realmente al sicuro, troppo geniale e intelligente per non essere adorato, ma sempre chiuso al confine di se stesso e autopunitivo, Jude suscita in tutti desiderio di protezione, per l’incanto della sua ironia e della sua capacità di sbalordire chiunque lo avvicini, tanto che Harold e Julia, che hanno perduto un figlio, lo adotteranno e lo ameranno appassionatamente, così come Andy non cesserà mai di curare le sue ferite.
Pianista finissimo, parlatore incantevole, il suo viso d’angelo soggioga tutti, nonostante l’amarezza che sottende ogni suo gesto e che causa continui “mi dispiace”, psicologicamente profondissimi. Lui si nasconde sempre e resiste sempre a tutte le attenzioni che gli amici e i genitori gli prodigano incessantemente, desideroso ciascuno di essere incondizionatamente amato. Alla fine, in questa New York mondana e piena di persone, eventi e parole e relazioni, tutti e quattro gli amici del nostro libro hanno grandi successi, seguendo i loro talenti. Tutti hanno case meravigliose e occasioni e vittorie. Tutti rimangono vicini tra di loro pur con alternanze negli anni legate a liti, sfide, difficoltà e gelosie. E tutti si portano dietro i tormenti d’infanzie imperfette. Il sesso in questo libro non è mai felice e spensierato, ma contiene sempre una nota di sopruso.
Un libro dolce e crudele, del quale tutti personaggi s’inchiodano nel nostro cuore senza possibilità di essere dimenticati: mille pagine di avventure e disavventure, di amore e di odi, di sottigliezze psicologiche, di battute irresistibili. Nel libro si sente molto la presenza della città, con lo spirito che la sostiene, con la sensazione che ti dona di potercela fare, con le sue strade ariose, i suoi quartieri multietnici, i suoi abitanti.
Un’opera fluviale. La narrazione scorre con una forza che non s’interrompe mai, non ha ritegno di indagare anche i minimi dettagli, stati d’animo, rapporti umani, sentimenti d’amore o d’amicizia, impulsi masochistici; ma anche progetti, desideri impossibili, pensieri inconfessabili. Ogni evento si scompone in una serie di microeventi, che contribuiscono a creare quelle atmosfere di sentimento fortissimo che circonda i quattro ragazzi, ormai uomini e il mondo nel quale vivono. Sovente si riavvolge il film, per arricchirlo d’ulteriori elementi commoventi, toccanti, strazianti, ma sempre su tutto svetta l’amicizia e l’amore che, nonostante la crudezza di certi eventi, non si cela mai dietro perifrasi e neppure ci priva di sempre immense speranze: perché i retroscena sono indispensabili per capire, per afferrare il vero nocciolo dell’esistenza e della storia che, per quanto lunga, ti lascia col desiderio frustato che non finisca mai.
I meccanismi segreti del romanzo ti risucchiano in un desiderio incessante di sapere, di conoscere, di capire questo universo popolato di individui brillanti che si impongono alla vita nonostante immense difficoltà. E’ una storia epica e magistrale sull’amicizia e sull’amore nel XXI secolo. Magnetico, sebbene contenga una vera e propria discesa agli inferi. Opera di forte potenza e originalità, con un impatto emotivo di rara forza. Una storia d’amore di quello vero, incondizionato, che non chiede nulla in cambio. Un chilo di libro, un litro di commozione.
Sergio dice
Recensione che sembra gia’un libro
Non sapevo niente ne del libro ne dell’autrice
Leggero’
Renata Annable dice
Grande Paola …non ho ancora preso la bronchite ..!! Complimenti per la tua recensione che riesce ad abbattere anche il muro delle 1000 e più pagine. Un abbraccio forte forte e buone vacanze. Renta MA