Alzi la mano quella donna cui non è successa questa sciagura. Sei lì, giorno e notte, a dividere tutto della tua vita con l’amica del cuore. La scuola, la piscina, lo shopping, il cinema, i pensieri, le confidenze più intime, i mille messaggini con emoticon e gif ed ecco che compare sulla scena tutto ad un tratto “un pirla”.
Perché è così che lo chiamerai da subito dentro di te, anche se è un fisico nucleare. Entri subito in fibrillazione perché hai il potere di cogliere immediatamente i segnali, i sintomi: la conosci troppo bene e sai che se non risponde al messaggino dei “sogni d’oro”” o se ti dà buca due volte di seguito per fare un salto in centro a comprare quella precisa felpa in quel preciso negozio, c’è puzza di bruciato. Del resto hai anche visto qualcosa di sospetto a scuola nell’intervallo, o in ufficio nella pausa mensa, o al burraco con le altre amiche o al tennis del sabato, hai sentito un leggero sipario, impalpabile come velo, calare fra i vostri sguardi e lei farsi reticente nelle scuse, distante, lontana.
Hai provato a fare qualche protesta spiritosa, a fare l’indifferente, a dirti che ti sbagliavi, a indagare sempre più pressantemente e lei sfuggiva alla tua presa, negava, protestava, finchè, lavorata ai fianchi non riusciva ad sputare il rospo. Sì, sto con lui.
L’abbandono, anche se temporaneo perché molto spesso lui è una meteora, è qualcosa che ti segna per la vita. E’ la prima delusione profonda che indurisce il cuore. Non ci cascherò più, ti dici, ma invece sai che quando lei tornerà a Canossa, sarai ben felice di riacciuffarla.
Perché l’amica del cuore – o come dicono meravigliosamente gli spagnoli “l’amica de l’alma” – è la prova generale della nostra capacità affettiva, è la verifica dei nostri sentimenti, è la prima passioncella della nostra vita. Mai avremmo sospettato che lei fosse così pronta a tradire le nostre sicurezze e le nostre aspettative. Eppure è successo, avete litigato e di brutto.
È stato allora che avete anche conosciuto la gelosia. E finché il pirla non è passato, oppure è diventato qualcosa di molto importante ti sentirai sempre sbandare in quel territorio dell’insicurezza e della delusione. E poiché questo può capitare a sedici anni come a sessanta, bisogna essere corazzati. Da qualche parte ho letto che di fronte a chi ci fa soffrire bisognerebbe provare con l’indifferenza. Ma avete mai provato con un crick?
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