Perché la maggior parte di chi tradisce non vede l’ora di confessarlo al partner tradito? Ha l’urgenza vitale di scaricarsi la coscienza e vivere più leggero. Però sappiamo che è l’errore più grande che si possa fare. Non si verrà mai perdonati. L’altro non dimenticherà mai veramente. Quindi, parola d’ordine è tacere. Assolutamente e sempre.
Quest’affermazione è un tantino cinica e ipocrita? Certo. Ma dell’ipocrisia credo sia la chiave di volta della società e la chiamo più volentieri “autocensura”. Quanto al cinismo, vorrei definirlo piuttosto “esperienza”. Perché la vita ti fa nascere innocente ma crescendo ti costringe a dare colpi sotto la cintura. Così, se uno tradisce, occorre che faccia un minimo di bilancio, con le voci “attivo” e “passivo”, a meno che non se la cavi con una corsa in chiesa, se è fiducioso nei Campi Elisi.
Se è maschio, sentirà molto presto la necessità di sbarazzarsi del suo fardello : in lui scatta sempre l’ancestrale bisogno del perdono della mamma, che l’ha beccato con le mani nella marmellata.
Nella femmina c’è una maggior resistenza: deve dimostrare che assomiglia al papà, deve essere forte come lui e affrontare l’autonomia, ma deve anche e soprattutto pensare ai suoi figli e cautelarsi dal rischio di perderli.
L’adulterio è davvero molto impegnativo: se si potesse resistere alle tentazioni “della carne” sarebbe più semplice evitarle. Nonostante che Oscar Wilde, il celebre umorista inglese, abbia dichiarato ai tempi della regina Vittoria, quando si censuravano persino le gambe dei tavoli, che il miglior sistema per vincere le tentazioni fosse soddisfarle.
Poiché succede raramente, è auspicabile che ci si porti il segreto nella tomba.
In conclusione: tradite poco o affatto, e acqua in bocca. Ma se siete per la sincerità ad ogni costo, per continuare a credere ancora nella coppia – nonostante tutto quello che avete combinato- avete bisogno di tanta fortuna. O no?
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