Dopo anni di mutismo, la mia pianta di limoni si è messa cautamente a produrre aranci. Superato il primo stupore, mi sono buttata a capofitto, meglio, in tuffo carpiato, a trovare parallelismi in altri settori del reale, che per me, darwiniana convinta, è stata una goduria.
Ne è scaturito un flusso inarrestabili di esempi e, primi fra tutti le pregnanti conseguenze esistenziali, dense di sottintesi, tutte concentriche sul dogma “ La Natura non muore mai. Si evolve”. Questo potrebbe essere l’incipit di una tesi su molteplici cose, sia scientifiche che nelle humanae litterae, per cui l’ho ristretto alla mia attività fondamentale, che in questo momento è il quarto libro di Sally Rooney.
Poiché dei sette peccati capitali due o tre almeno ce li abbiamo tutti, mi macchio di vanità nel confessare che cinque anni fa, cazzeggiando sul mio adorato Kindle, sono incappata in una trama intrigante, una bella storia grondante sesso binario e non. Non ne parlava ancora nessuno e per parecchio tempo ho pensato di averla scoperta io, così mi sono messa a seguirne le tracce: dopo Parlarne fra amici, esce Persone normali, e quindi Dove sei, mondo bello, fino al libro che circola in questi giorni e che ha per titolo Intermezzo.
Sally, icona dei millennial, dublinese, snobbina, ha uno stile particolarissimo, che ti include in un magma indistinto di parlato/pensato/agito, così naturale così autentico, ma altrettanto ti fa capire come i suoi libri siano squisitamente GENERAZIONALI.
Tuttavia diventa un prezioso strumento che ci permette di decodificare il criptico lessico di figli e nipoti, dove il bisillabo TIPO ha fatto piazza pulita della punteggiatura.
Grandi differenze fra quattro libri, ma soprattutto la consapevolezza della profondità spirituale. Dopo amore, amicizia, smarrimento giovanile, qui Sally ci parla della perdita di un genitore e di come ne venga sconvolta tutta la massa dei ricordi familiari e di come si scatenino vecchi rancori e gelosia mai sopita. In poche parole, il difficile rapporto fra due fratelli e le loro storie d’amore, nelle quali si rinfacciano esattamente lo stesso errore.
E come capirete subito, lo stile di Sally può produrre anche irritazione, ma non gettate la spugna. Vale sicuramente la pena di arrivare alla fine e di gustare sino in fondo le
veramente delicatissime scene di sesso. No, meglio definirle dolcissime scene d’amore.
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