“Quando, mesi fa, è stato scelto il titolo della XXXIII edizione del Salone del libro di Torino, l’obiettivo era di evocare il futuro prossimo con “altre forme di vita” scrivono gli organizzatori del SALTO. “ Oggi questo titolo si dimostra una piccola profezia, stiamo davvero assistendo ad altre forme di vita che fino a qualche mese fa non potevamo immaginare” .
Queste parole hanno aperto un evento indimenticabile, che si è concluso domenica sera verso mezzanotte, con una sfilata dei più importati nomi della letteratura italiana, con interventi musicali meravigliosi, con una inesauribile sequela di like da parte del popolo dei libri, entusiasta di questo salone-non-salone, che invece ha battuto tutti i record di partecipazione. E così vogliamo anche noi chiudere questo evento che abbiamo seguito per tre giorni senza sosta, e che ci ha coinvolto profondamente perché sembrava uscito da una specie di clandestinità: come fosse la Carboneria che, alla luce dei riflettori che inondavano le scene in cui si svolgevano gli interventi, ha avuto un’esplosione di gioia indimenticabile. C’è chi pensa addirittura che il Salone dovrà essere sempre così, anche se non si sente il profumo della carta stampata.
Le autorità si sono esibite nel consueto balletto di commiato e di lodi, dopo una lunga serie di interventi decisamente memorabili. Ho sentito l’intervento di padre Bianchi, molto toccante, che ha insistito sul concetto che bisogna ricominciare, ma con altri criteri. Non è l’unica voce che ci indica la necessità di costruire un futuro diverso. Speriamo che chi governa il timone ascolti e se ne faccia carico. Noi, persone comuni, possiamo cominciare a fare la nostra parte migliorando la nostra mentalità e le nostre abitudini.
Dopo una profonda riflessione di Joseph E. Stiglitz, premio Nobel per l’Economia nel 2001, a partire dal suo ultimo libro “Popolo, Potere, Profitti” (Einaudi editore), è il turno di tre grandi maestri che ci raccontano i loro esordi nel mondo del fumetto negli anni Sessanta: Alfredo Castelli, Mario Gomboli e Milo Manara, tre amici che insieme hanno mosso i primi passi nel mondo del fumetto per arrivare ad essere tre Maestri, chi come scrittore, chi come manager ad alto tasso di creatività e chi come disegnatore.
E arriviamo all’incontro “Addio alla democrazia” nell’Area Robinson. “Mentre i populisti stanno organizzando il loro popolo ideale, il male della banalità sta prendendo il sopravvento”, ha detto Roberto Saviano. Ma è stato fatto da molte parti un appello al mondo perché non si lasci irretire dalla banalità del male e soprattutto alle donne, una speranza per il futuro che contrasti i meccanismi che ci vorrebbero tutti bambini incapaci di ragione: “Le donne giovani porteranno avanti il nostro futuro. Nella storia di tutta l’umanità quando c’è la crisi le donne vengono cooptate ma quando lo status quo viene ristabilito, le donne vengono rimandate a casa. Questa volta le donne non torneranno a casa. Ora hanno abbastanza potere economico e istruzione e non si sentono in imbarazzo. Per la prima volta potremo avere un potere femminile e io credo fermamente nella prossima generazione” ha detto la scrittrice turca Ece Temelkuran, una delle voci politiche più influenti del momento, una giornalista che vive in esilio dopo aver osservato il suo paese sgretolarsi sotto il regime di Erdogan, un’esperienza raccontata nel suo libro edito da Bollati Boringhieri Come sfasciare un paese in sette mosse”.
E poi performance musicali di Levante, che si esibita in una versione particolare dell’Inno di Speranza. Uno show di Alessandro Baricco, un reading di Mariangela Gualtieri, una video-lezione di Fabrizio Gifuni sul teatro e la peste, e una performance di Arturo Brachetti ispirata a Il Piccolo Principe.
“Grazie a tutti e a tutte per aver partecipato così numerosi a #SalToEXTRA: questa serata è il nostro regalo per voi!” ha Concluso Nicola Lagioia, mentre noi pensiamo che il grazie vada detto a lui che è stato letteralmente il piccolo genio della lampada.
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