… Dunque le tre nonne erano già istallate nella Topaia e stavano cucinando una deliziosa ribollita, dato che in Alta Valtellina nevicava e loro avevano freddo e fame. Poiché tutte e tre erano ottime cuoche, il profumo arrivava sino al limite del giardino e questo fu il primo indizio ad allarmare Elena, che si pregustava qualche ora in totale solitudine e riflessione.
Perché, a onor del vero, da qualche giorno era così carica di rabbia da provare una certa confusione mentale. Non era da lei, persona razionale, Capricorno impeccabile, che sapeva organizzare i propri pensieri altrettanto bene dell’armadio di biancheria della casa. Il primo retropensiero – peraltro molto cauto – era stato “ E se lo ripagassi della stessa moneta?”
Naturalmente la persona più papabile alla bisogna era Francesco, anche perché spesso Elena aveva pensato che un amore tanto tenace e fedele avrebbe meritato una piccola ricompensa. Aveva valutato dapprima l’opzione “AMICIZIA” , ma la lettura di un recentissimo articolo svedese di psicologia gliela aveva fatta scartare. Diceva infatti l’articolo che l’amicizia fra uomo e donna non può esistere – salvo ovviamente che uno dei due sia gay e allora sono amicizie meravigliose – perché i due sessi percepiscono i loro rapporti in modi molto diversi dato che l’uomo pensa continuamente al sesso. Di conseguenza l’uomo fraintende l’atteggiamento della donna e appena lei gli sfiora la mano, lui ha già vagliato tutte le ipotesi sessuali possibili.
Anche se lo studio era svedese e di conseguenza di animo freddino, c’era stata una vasta indagine in paesi di ogni latitudine e longitudine che portava alla conclusione che uomo e donna vivevano le relazioni con intenzioni totalmente differenti. Il maschio infatti aveva difficoltà a vivere il rapporto pensando che fosse solo amicizia e per questo molti gesti considerati innocui dalla donna si trasformavano in segnali sessuali per lui. Ragione per cui Elena aveva rapidamente scartato l’ipotesi di una sana e robusta amicizia e non aveva mai alzato un dito su Francesco né lo aveva guardato con sorrisetti allusivi. Questo portava all’unica conclusione che se doveva proprio remunerarlo avrebbe soltanto potuto andarci a letto.
Ma non ne aveva la minima intenzione. Aggiungi che ultimamente i suoi sensi si erano parecchio appannati: non voleva mica fare la figura di contattare un amico americano e farsi spedire qualche blister di Vyleesi – altresì detto Viagra per donne- appena approvato dalla severissima FDA statunitense per aiutare a contrastare gli effetti “ del disturbo ipoattivo del desiderio sessuale femminile”. No di certo. Lei era sempre stata molto passionale e intraprendente in amore. Se ora stava un po’ sulle sue, le ragioni potevano essere molte, ma soprattutto chimiche.
Era su queste e altre cose che rifletteva Elena mentre s’infilava con la moto dietro la vecchia Volvo delle nonne, senza sentire il remoto ronzio della mini verde che le si accodava, restando però fuori del giardino. Poiché si catapultò in casa in gran fretta, non se ne accorse neppure. Del resto ormai imbruniva.
Cecilia si fermò prudenzialmente a qualche metro di distanza, dietro la staccionata protetta da un’alta siepe di bosso. Non conosceva la Topaia, né Luca gliene aveva mai parlato. Per cui quel territorio inesplorato la costringeva a meditare a fondo prima del prossimo passo. Va bene accettare uno sporco ricatto per fini personali, ma non voleva certo sputtanarsi con una donna la cui fama non era certo mite.
Nel frattempo Giulia prendeva un treno della Nord. Sbarazzarsi di Pietro era stato un imperativo categorico per avere la più piccola speranza di passare “Analisi 1”. Dunque non avrebbe fatto altro che bene a tutti e due qualche giorno di separazione. E del resto in casa l’atmosfera era mefitica. Papà era silenzioso come una monaca di clausura e le rare visite di Marco una jattura infinita, poiché generalmente scoppiava in lacrime dopo tre parole, cui peraltro papà non faceva una piega.
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