… Non è che Elena fosse in preda alla tempesta ormonale discendente, oppure si fosse cavata fuori un coniglio dal cilindro, con qualche remota intenzione di buttare un sasso nello stagno e di mettere addosso a Luca una paura folle. Paura che potesse essere un deterrente tale da fargli smettere per tutta la vita di spandere il suo fascino a larghe falde e sentirsi ormai sazio delle conquiste fatte, mettendo davvero la parola fine a una romanzesca vicenda di seduzione durata più di due decenni. No. Elena non era tipo da ricorrere a questi mezzucci da dozzina.
Era una donna talmente limpida e onesta che arrivava alle sue decisioni sempre dopo una riflessione fin troppo lunga. Una riflessione che prendesse in esame tutte le possibili conseguenze che il suo atto drastico avrebbe potuto avere.
In realtà mai, e dico MAI nella vita, siamo in grado di farlo veramente perché non è MAI possibile calcolare l’effetto domino di una nostra azione, le innumerevoli variabili che ne possano derivare o che possano interferire sul libero corso dell’evento.
Aveva potuto, grosso modo, molto grosso modo, calcolare – dopotutto aveva una laurea in fisica- gli effetti del volo della farfalla in Oriente che poteva causare un ciclone dall’altra parte dell’emisfero terrestre, e aveva anche ricamato mentalmente su una serie di interventi personali con Tommaso e ciascuno dei suoi figli e relativi compagni, per fare loro capire di essere arrivata oltre il capolinea in quel terreno minato ed incognito che gli antichi romani segnalavano con un astuto e menefreghista “ Hic sunt leones ”.
Ciò che sapeva con assoluta certezza era che non sarebbe più stata in grado di sopportare la menzogna, l’ipocrisia, la falsità DEL FAR FINTA DI NULLA. Era una vita che sulle conquiste del signor professore si faceva dello spirito? Quasi fosse l’innocente vittima di una malattia genetica rarissima cui si dovesse portare un rispetto senza fine?
Ebbene. Ora lei non lo sopportava più. Non che fosse la menopausa o altra sciagura fisiologica. Era una questione puramente etica. La sua coscienza aveva sopportato fin dove aveva potuto. Non avrebbe mai piantato il traditore quando i bambini erano piccoli, ma ora che camminavano sulle loro gambe, che erano tutti avviati a compiere i propri errori assumendosene le responsabilità, ora non restava altro che il tenero Tommaso da tenere alla briglia e lei ci si sarebbe dedicata con tutto il suo cuore, genitori permettendo.
Gli avrebbe spiegato che nella vita ci si può amare e talvolta ci si può stimare, ma difficilmente ci si ama senza stimarsi, e lei aveva dato tutto quello che poteva a Luca, ma ora il suo cuore si era indurito come un pezzo di marmo. Ora non poteva più scegliere la comoda scappatoia del “ pro bono pacis”. Ora c’era stata questa “brexit” così violenta dentro di lei che la decisione era stata di conseguenza irrevocabile. Ora che aveva letto negli occhi di suo marito che non era vero che per lui queste “scappatelle” erano sciocchezze perché amava lei e solo lei. No. Ora vi aveva visto l’amore per un’altra donna e allora il gioco era chiuso. Il piatto piangeva. E non solo il piatto.
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